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La Caverna Oscura di Birzebbuga, il più importante sito archeologico di Malta

Birzebbuga: Ghar Dalam, la “Caverna Oscura”

Għar Dalam, “La Caverna Oscura”, uno dei più spettacolari siti archeologici dell’arcipelago maltese, si trova nei pressi del paese di Birżebbuġa, a circa 8km da La Valletta. “La Caverna Oscura” rappresenta la prima testimonianza di nucleo abitato a Malta, databile secondo i ritrovamenti, al Neolitico (circa 7400 anni fa). L’area archeologica si divide in due parti: la Caverna vera e propia, ed il Museo, dove sono esposti moltissimi oggetti rinvenuti all’interno della caverna.

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Formatasi per lo scorrere di un fiume, la caverna è lunga circa 144 metri, di cui solo i primi 50 sono aperti al pubblico. Nella parte più profonda (databile a circa 500.000 anni fa) sono stati ritrovate ossa di elefante, ippopotamo, piccoli mammiferi ed uccelli, mentre nella parte più elevata – la più recente – si sono trovati resti di insediamenti umani, i primi dell’isola. Questo sito, ed in particolare ciò che se ne è scoperto, ha permesso agli esperti di studiare l’isola di Malta come possibile luogo che, un tempo, costituiva un “ponte” verso l’ Europa Continentale.

La Caverna è formata da sei “strati” o “pavimenti”:

Il primo è alto circa 75cm. Qui sono stati ritrovati resti di animali (cavalli, mucche, capre…) e di oggetti ed ornamenti appartenenti all’uomo.

Il secondo strato è alto solo pochi cm, ed è completamente calcareo

Il terzo, chiamato “Deer layer” è alto 175cm, ed è dove è stata ritrovato lo scheletro di un cervo nano, che sembra appartenere alla famiglia europea del Cervo rosso. Nello stesso “strato” sono stati ritrovati resti di volpi rosse, orsi, lupi e tartarughe.

Il “Pebble layer“, alto appena 35cm, consiste di un pavimento realizzato con piccoli sassi simili al porfido, che indicano il passaggio di un fiume a questo livello.

120cm è l’altezza del seguente, dove è stato ritrovato lo scheletro di un ippopotamo e di un elefante nano

L’ulitmo strato della caverna è argilloso, ed alto circa 125cm e non vi sono stati ritrovati resti animali, solo di piante ed arbusti.

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I primi studi e scavi si realizzarono nel 1885, ma la caverna non venne aperta al pubblico fino al 1933, e successivamente venne utilizzata come riparo durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1980 il curatore del Museo di Storia Naturale J.G. Baldacchino, propose l’apertura di un Museo dedicato ai ritrovamenti della caverna: la proposta venne accolta, ma purtroppo diversi reperti vennero rubati durante l’allestimanto inaugurale (in particolare 4 zanne di elefante nano ed un teschio di bambino risalente al Neolitico). Fu nel 1987, grazie agli iarcheologi italiani guidati da Emanual Anati, Professore di Paleontologia, che si scoprirono all’interno della Caverna le formazioni di stalagmiti e diverse testimonianze di arte rupestre risalente al Palaeolitico: disegni di animali (alcuni dei quali estinti sin dal Pleistocene), mani umane e figure antropozoomorfe.

La Caverna e il Museo sono oggi parte dell’ Heritage Malta, una rete che protegge i siti, la cultura e promuove eventi ad essa legati nell’arcipelago maltese.